L’Ammiraglio Nelson e il Gin Fizz

Quando si parla di cocktail ci si riferisce ad una vastissima gamma di consumazioni alcoliche che si possono trovare praticamente dappertutto o che possono comodamente essere fatte in casa. Spesso però non ci si chiede da dove derivi la parola cocktail. L'origine del nome è abbastanza incerta e ci sono varie teorie al riguardo. Le più accreditate sono tre.
La prima fa risalire il nome ad un farmacista francese, Antoine Peychaud, che per mescolare i liquori che serviva ai sui clienti usava un portauovo, in francese chiamato coquetier. La seconda teoria invece fa derivare il nome cocktail dalla parola latina aqua decocta che con il tempo e le varie pronunce dovute alle diverse lingue si è trasformata nella parola che noi tutti adesso usiamo. La terza teoria, che è la più accreditata, vorrebbe che la parola cocktail sia l'unione di due parole di lingua inglese, cock che significa gallo e tail che invece vuol dire coda e che quindi cocktail voglia dire letteralmente coda di gallo forse il relazione al fatto che spesso queste bevande hanno colori vivaci e simili a quelli della coda del volatile. A dare supporto a questa ultima tesi ci sono racconti che vogliono che già nel 1400 si consumassero bevande dai colori simili alle code dei galli.

Altre fonti invece vogliono che durante la guerra di secessione, nel 1840, venissero serviti ai soldati bevande corroboranti date dalla miscela di alcuni distillati e che i soldati stessi diedero il nome di cocktail a questi ultimi. Ufficialmente il termine cocktail appare per la prima volta su un giornale locale americano, dove un giornalista, illustrando ironicamente la nota spesa di un candidato sindaco perdente utilizza per la prima volta il termine cock-tail. Successivamente il termine venne ripreso dal famosissimo Jerry Thomas che nel 1862 scrisse quella che ancora oggi viene definita la Bibbia dei drink, How to mix drinks. La diffusone dei cocktail avviene proprio durante il periodo meno propenso agli alcolici, il proibizionismo. Poiché era difficile reperire alcol di buona qualità, i baristi erano costretti a mescolare vari ingredienti per poter offrire qualcosa che avesse un buon sapore ai clienti.

Questo diede vita alla base di quello che poi sarebbe diventato il modus operandi della creazione di queste bevande. Tuttavia, poiché non c'erano regole precise, non esistevano neanche delle ricette. Solo nel 1950 venne istituita una commissione che studiò delle regole precise di mescolamento e decise le quantità precise di ogni ingrediente dando vita alle ricette di almeno cinquanta cocktail che poi divennero i più famosi al mondo.

La nascita di cocktail famosi.
Esistono molte storie curiose che accompagnano la creazione dei cocktail più famosi. L'Americano per esempio, nonostante il nome, è un cocktail di invenzione tutta italiana. Ci sono due storie diverse su questo cocktail: la prima che fa risalire la sua invenzione a metà dell'800 in un bar di Milano, la seconda che invece afferma che il nome del cocktail, inventato intorno al 1930, sia in onore del famoso pugile italiano Primo Carnera. Un'altra creazione curiosa è certo quella del Bloody Mary, il cui nome viene legato a quello di Maria I di Inghilterra, soprannominata anche Maria la Sanguinaria, appunto Bloody Mary, e infatti il cocktail ha un colore rosso intenso, che ricorda il sangue, grazie al succo di pomodoro. Origini curiose ha anche il Cosmopolitan, diventato famosa grazie alla serie Tv Sex and the City. La storia vuole, benché non è certo che si sia davvero svolta così, che ad inventare il cocktail sia stata una barista di un ristorante di South Beach che aveva notato che alle donne non piacevano i cocktail a base di Martini ma comunque volevano una bevanda che venisse servita nel suo caratteristico bicchiere e quindi inventò un cocktail che potesse essere servito in quel bicchiere.

Dopo soli 45 minuti di dall'invenzione, nel bar tutti avevano in mano un Cosmopolitan. Un'altra leggenda interessante è quella della nascita del Long Island Iced Tea. Questo cocktail, che dall'aspetto ricorda un tè ma che nella sua ricetta non lo prevede, si dice che venne inventato durante gli anni 30 del 900 in America, cioè durante il Proibizionismo. A creare la leggenda fu proprio l'aspetto innocuo che sarebbe dovuto servire per sviare le forze dell'ordine durante i controlli facendo passare la bevanda alcolica per un semplice tè freddo. Quando si parla di Mojito invece, non si può che associarlo ad uno dei più importanti scrittori del novecento, Hernest Hemingway.
Fu proprio lui a dare risalto a questo cocktail poiché ne era un assiduo consumatore nel famoso bar la Bodeguita del Medio a L'Avana. Un altro cocktail del tutto italiano è invece il Negroni che venne inventato a Firenze durante gli anni 20. L'inventore, la cui bevanda porta il nome, fu Camillo Negroni che, si dice, annoiato dal solito cocktail per l'aperitivo, in quel periodo andava molto l'Americano, chiese al barista di non mettere il selz in quest'ultimo e sostituirlo con il Gin dando vita ad uno dei cocktail ancora oggi più bevuto durante gli aperitivi.

E il Gin Fizz? Un'origine militare.
Il Gin Fizz ha origini molto vecchie, risalenti al 1700 ed è probabilmente uno dei cocktail più antichi di cui si conosce la ricetta. La storia vuole che la nascita del Gin Fizz sia derivata da quello del Gin Tonic che ha come padre l'ammiragio della marina inglese Horazio Nelson. L'ammiraglio Nelson è una delle più importanti figure storiche dell'esercito inglese. Viene ricordato come un eroe nazionale tanto da aver attirato l'attenzione di numerosi biografi che hanno scritto della sua vita e delle sue imprese. Oltre ad essere il padre di uno dei più famosi cocktail c'è un altro avvenimento della sua vita che è a stretto contatto con le bevande alcoliche. Quando morì, per conservare la sua salma da riportare in patria, il corpo venne messo in un barile di rum. Arrivati in Inghilterra, all'apertura del barile si scoprì che tutto il rum era sparito. I marinai avevano fatto un foro nel barile per bere l'acolico, non sapendo che all'interno della botte ci fosse il corpo dell'ammiraglio.

Da allora venne prodotto un particolare tipo di rum chiamato Nelson's blood, caratteristico per il suo coloro rosso intenso. Il contributo che Nelson diede alla creazione del Gin Fizz fu dovuto al fatto che durante la navigazione, spesso i marinai soffrivano di scorbuto, una malattia dovuta alla mancata assunzione per molto tempo di vitamina c. Sembra che Nelson, insieme ad altri alti ufficiali, per combattere la febbre dovuta alla scorbuto, usasse somministrare ai marinai del gin mescolato con il succo di limone e con lo zucchero, dando vita al Gin Tonic. Questa usanza è rimasta nel tempo e infatti i soldati della marina inglese vengono soprannominati Limey, che deriva da lime juicer, cioè succo di limone che ancora oggi viene dato ai marinai della marina inglese. Il Gin Fizz non è altro che una variante del Gin Tonic, dovuta al fatto che i marinai, al ritorno sulla terra ferma, ai bar chiedessero per abitudine la stessa bevanda che bevevano sulle navi, solo con aggiunte nuove, tra cui la soda, che rende frizzante il Gin Tonic, facendolo appunto diventare Gin Fizz.

La ricetta del Gin Fizz.
Si è già detto che il Gin Fizz è praticamente la variante frizzante del Gin Tonic. La sua ricetta consiste in sei cl di Gin, quattro cl di succo di limone, due cl di sciroppo di zucchero e otto cl di soda. Tutti gli ingredienti, a parte la soda, vengono shakerati per qualche secondo e poi versati in un bicchiere alto e successivamente aggiunta la soda. Il Gin Fizz, viene usualmente decorato con una fetta di limone e una ciliegia rossa benché non sia una regola ferrea. La gradazione non è molto alta, si va dai dieci ai quindici gradi e come già detto, per la presenza di vitamina c, può essere considerato, più un tempo che adesso, una bevanda alcolica con alcune proprietà benefiche.

Se si è dalle parti di Bracciano e si è interessati a voler assaggiare cocktail di ottimo prego, si deve per forza far visita al Crazy Bull Cafè, dove oltre a poter assaggiare ottimi drink, si può pure cenare in stile americano degli anni cinquanta, con ottimi prodotti di alta qualità.

06/08/2018
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