La Birra, la bevanda cara agli dei!

La birra è una bevanda antichissima e si hanno notizie già a partire dai Sumeri per passare agli Egizi fino agli antichi Romani. La sua scoperta pare fu casuale e ancora oggi è amata in tutto il mondo, compagna di mille avventure, di incontri tra amici, di una serena chiacchierata in famiglia o per dissetarsi in una calda giornata d'estate.
In Messico può definirsi una bevanda nazionale e che viene bevuta in modo molto diverso rispetto all'Europa, nonché accostata a quelli che per noi sarebbero ingredienti forse improbabili, ma basta provarli per capire il motivo per cui piacciono così tanto. Il gusto è tradizione e anche la birra non fa eccezione.

La birra e gli dei
La birra è una bevanda cara agli dei e lo provano le varie leggende, ma anche le diverse scoperte archeologiche, tra affreschi, iscrizioni, documenti e scritti ritrovati soprattutto nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.
Proprio dove pare sia nata la civiltà, la birra divenne per caso una bevanda talmente apprezzata da essere offerta agli dei e protagonista di occasioni e ricorrenze importanti. La birra, come affermò lo scrittore e giornalista Tom Standage, in realtà non fu inventata, ma venne scoperta.
Pare, infatti, che fu un caso fortuito in cui una donna, dimenticando fuori di casa un sacco con dei cereali che furono bagnati dalla pioggia, notò che questi cominciavano a fermentare.
Si parla di 4 mila anni a.C. e una sorta di conferma è stata trovata su un antichissimo dipinto murario, ritrovato in Mesopotamia, dove 2 uomini sono intenti a bere birra attraverso una cannuccia, da un vaso presumibilmente di coccio. Altre conferme si trovano sulle pareti delle tombe egizie, con iscrizioni, rappresentazioni e dipinti che non lasciano dubbi su quanto fosse diffusa e apprezzata a quel tempo.
È certo che allora si beveva molta birra e accadeva nonostante dopo la fermentazione, comunque mai completata, venivano a galla dei residui. Al di sotto, però, c'era la bevanda che piaceva molto a questi popoli. Per evitare di ingerire anche i rimasugli di cereali come l'orzo e il frumento, si optava dunque per una cannuccia.
In Egitto pare fossero note almeno 17 tipi di birra, non molto alcoolica in quanto la fermentazione non arrivava mai al suo termine e quindi la gradazione rimaneva bassa. Le tecniche di filtrazione furono messe a punto soltanto intorno al 2500 a.C. e furono collegate all'invenzione dei contenitori in ceramica.
Fu un questi periodi che la birra si diffuse in modo planetario, dalle Americhe all'Asia, passando per l'Europa.


Il mito di Hathor e l'umanità salvata
Riguardo al "potere" che la birra aveva sui sensi non solo degli uomini, ma anche dei dei, c'è una leggenda che narra del dio Hathor e di come il gusto della birra lo portò a desistere dai suoi propositi di annientare l'umanità.
Per confonderlo e ubriacarlo la dea Sekti mescolò succo di mandragola e birra, che era stata preparata dalle schiave, perché si mescolasse al sangue degli uomini che erano già stati uccisi, in modo che il dio pensasse di aver già sterminato un numero di umani abbastanza "soddisfacente".
La mandragola secondo la tradizione egizia è considerato anche frutto dell'amore. Le schiave avevano riempito ben 7 mila contenitori di birra che, mescolati agli altri liquidi, inondarono i campi dove il dio continuava la sua strage. Hathor cominciò a bere quel liquido rossastro, che gli piacque molto, si ubriacò e abbandonò i suoi intenti distruttivi.
In seguito a questo evento il dio Hathor volle che la birra fosse portata a fiumi durante le feste e proprio sotto i fumi dell'Alcool i convitati si lasciavano andare alle pulsioni più sfrenate. Ecco perché la birra era così amata dagli dei e riuscì anche a portare benefici all'uomo.
In realtà la mancata fermentazione conservava una certa quantità di proteine e vitamine, che a quel tempo erano necessarie all'alimentazione di questi popoli, in quanto la caccia e la pastorizia stavano lasciando il posto all'agricoltura. Non c'era, quindi, una grande disponibilità di carne o cacciagione.
Il luppolo fu introdotto nella preparazione di questa bevanda soltanto molti secoli più tardi, durante il Medioevo.
In questo periodo la produzione della birra divenne appannaggio dei monasteri, in particolare dei frati trappisti. Oggi rimangono poco più di un centinaio di monasteri nel mondo che continuano questa tradizione e uno di questi si trova proprio a Roma.
Nei secoli la degustazione della birra fu affiancata e sostituita da quella del vino, che comunque non offuscò mai del tutto la sua bontà e il piacere di berne una in compagnia.
Il noto marxista Karl Kautsky sosteneva che la birra ha creato lo spirito di fare comunità e la convivialità, con la quale si può parlare di qualsiasi argomento, si fa vita sociale, nascono amicizie e si arriva anche a "fare politica".
Solo nella seconda metà dell' 800 la birra verrà sottoposta alle pratiche della pastorizzazione, per bloccare la fermentazione, che sarebbe potuta continuare nella bottiglia e per scongiurare la contaminazione dei batteri. Inoltre, si risolse il problema di come conservarla per lungo tempo, preservando tutte le caratteristiche organolettiche e il gusto, che è apprezzato ancora oggi in tutto il mondo.

La birra messicana
In Messico adorano la birra e non a caso sono in testa ai Paesi esportatori al mondo di questa bevanda, mentre si pongono tra i primi 10 per volumi di consumo.
La più nota è per tutti la Corona, ma ce ne sono molte altre e per ognuna c'è un modo per degustarla particolare e diverso.
Tra quelle più apprezzate si può citare la Montejo, la Barrilito, la Pacifico e la Tercate.
Esistono anche birre prodotte in base alla stagione, come per esempio quella del periodo di Natale detta "Noche buena", che significa appunto Vigilia di Natale .
La birra messicana è chiama in lingua locale "cerveza" e viene rigorosamente servita con lime o limone e il sale. Questi 2 ingredienti sono applicati direttamente sul bordo della bottiglia e si mescolano al momento in cui viene bevuta. Ad alcuni potrebbe sembrare che questo possa interferire con il sapore, mentre è chiaro che in Messico è un'usanza radicata nella cultura della popolazione.
Nessun messicano berrebbe della birra senza questi 2 ingredienti, ma è anche vero che nella tradizione di questo Paese ci sono altri accostamenti che per gli europei appaiono quanto meno "strani".
Una delle pratiche più diffuse in questo stato mesoamericano è quello di ricaricare le bottiglie di vetro, dette caguama, presso le osterie e i negozi che hanno dei distributori. La bottiglia da ricaricare costa meno ed è da un 1,2 litri.
Uno dei modi più curiosi di bere la birra in Messico è quello detto della "michelada". Si tratta di una specie di aperitivo che si accompagna con sapori tipici della cucina messicana.
Si serve in un boccale nel quale viene aggiunta salsa di tabasco poco piccante e a questa si uniscono altri tipi di salse, come quella inglese o la maggy, che come è noto si accostano solitamente ai piatti a base di carne.
Si mette anche succo di limone, sale e altri ingredienti a scelta, tra i quali figurano il tamarindo e il peperoncino in polvere. Non è un sapore a cui si da noi è abituati, ma i messicani ne vanno matti.
Un'altra versione molto fantasiosa è quella della Gomichela, dove nel bicchiere di birra vengono aggiunti anche dolciumi, caramelle e altri ingredienti, per togliere una parte del caratteristico sapore amarognolo.
La birra è una bevanda molto gradita anche al mare, dove i numerosi bar e chioschi la servono direttamente in spiaggia. In questo caso potreste trovarvi di fronte a un bel bicchiere di birra chiamato "ojo ojo" o modelada, al quale sono stati aggiunti gamberetti già cotti in salsa maggy o inglese, mescolati al succo di limone. È una delle preparazioni più esclusive e gustose per i messicani, che adorano questo modo di servirla sul modello di un cocktail.

American Bar e professioni del Mixology
C'è un american restaurant a Bracciano, il Crazy Bull Cafè, che è anche bar dove lavorano esperti nonché professionisti del mixology.
Si tratta di una pratica molto apprezzata all'estero e in particolare negli Stati Uniti riguardo alle preparazioni dei deliziosi cocktail.
Qui si possono degustare vini, liquori ricercati, prodotti della caffetteria e birre che rispecchiano la fantasia e la maestria di chi li prepara.
Le bevande vengono miscelate con spezie, essenze e altri ingredienti per ottenere dei sapori unici e particolari, deliziando il palato come in un nessun altro locale della capitale. Le preparazioni prendono spunto dalle ricette che sono state tramandate da Jerry Thomas, che visse intorno al 1830.
Ai vari cocktail si aggiungono anche una carrellata di scelte tra whisky, grappe e rum di ottima qualità.
Le birre che vengono servite sono principalmente quelle originali degli Stati Uniti e del Belgio, tra le più apprezzate e pregiate al mondo.
Il buon bere passa, dunque, dall'esperienza di professionisti del settore, che sanno portare avanti anche una tradizione millenaria come quella della birra, che si può gustare durante una cena messicana o Tex Mex tra amici.

07/05/2018
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