Sapevi che “Burritos” significa asinello? Scopriamo insieme questo gustoso piatto

Vi sarà sicuramente capitato di aver voglia di qualcosa di diverso, di qualcosa dal sapore internazionale, di un piatto che riempia la vostra bocca dei gusti e della storia di un altro paese. Avrete sicuramente avvertito un languorino di qualcosa che non conoscete o che non fa parte della vostra consueta alimentazione. Qualora la risposta fosse affermativa, non potrete rinunciare a qualche piatto della cucina messicana. E se siete già degli amanti dei gusti tex-mex allora il consiglio per soddisfare un tale languorino cade proprio sui burritos.

Burritos: che cosa sono?
Il burrito è uno dei più famosi e tipici cibi messicani. A volte confusi con i tacos, i burritos sono delle piadine farcite, si presentano come una sorta di sacchetti ben sigillati riempiti di una serie di ingredienti.
Si tratta della tortilla ossia una piadina a base di farina di frumento. Una delle caratteristiche che la distinguono dal taco è la morbidezza; la tortilla deve essere morbida in quanto è necessario che sia modellabile con facilità.
Il ripieno è costituito da carne di manzo, pollo o maiale soffritta con le cipolle, salsa di pomodori, lattuga, fagioli, peperoncino, riso e vari ortaggi come ad esempio le zucchine. Una volta preparato il ripieno lo si avvolgerà all'interno della tortilla in modo che non fuoriesca. Tale caratteristica fa del burrito un adorabile street food in quanto può esser gustato camminando, in strada mentre si passeggia tra i negozi o chiacchierando con gli amici. Risulta un piatto molto pratico anche quando si desidera non stare seduti al tavolo di un ristorante ma magari, soprattutto durante la stagione estiva, si ha voglia di gustarlo accompagnato da una birra mentre si sta in giro con gli amici all'aria aperta.

Burritos: qualche cenno storico
Vi starete sicuramente chiedendo quale sia l'origine del nome burritos e se contenga qualche suggerimento utile a comprendere la storia di questa pietanza. Ebbene si, burritos in spagnolo significa asinello ed è collegato all'origine del tipico piatto messicano.
Si racconta che il burrito sia nato nei primi anni del novecento ad opera di Juan Mendez, un venditore ambulante operante a Ciudad Juárez, ossia nello stato del Chihuahua, al confine con gli USA.
Juan vendeva principalmente tacos. Poiché desiderò permettere ai propri clienti di gustare ciò che vendeva anche per strada ecco che inventò i burritos, piadine chiuse che contenevano il ripieno e ne evitavano la fuoriuscita. In questo modo, i burritos divennero una pietanza estremamente pratica da mangiare ovunque. Ma perché proprio il nome burritos? Perché il commerciante trasportava la merce da vendere sulla soma di un asinello. Per tale ragione, dunque, la nuova invenzione prese il nome proprio di burritos.
Sebbene quello tradizionale sia fatto con la carne, di burritos ne esistono di diverse varianti anche solo con le verdure. Le possibilità e gli ingredienti che lo compongono dipendono molto dal gusto e dai desideri culinari del singolo.

Burritos: l'incontro fra due culture
I burritos sono testimonianza dell'incontro di due culture: la cultura culinaria delle popolazioni pre colombiane e quella dei conquistadoresspagnoli.
L'alimentazione pre-colombiana si fonda principalmente sul consumo di fagioli, peperoncino, mais, verdure e il famoso pane dei Maya e degli Aztechi ossia le tortilla. L'arrivo degli spagnoli portò l'indroduzione, dal punto di vista alimentare, della carne (carne di maiale, manzo e pollo), di riso, cipolla e aglio. I burritos sono frutto di questa contaminazione: figli di una commistione.
Un alimento semplice come il burrito è divenuto, in tal modo, una testimonianza storica; un concreto risultato dell'incontro di due culture. Innegabile risulta il fascino che un tale dato conferisce al mondo della cucina: la cucina diventa un ponte, un prezioso strumento di dialogo e confronto nonché un raro pacifico collante, una sorta di inscrizione storica attraverso la quale sfogliare qualche pagina del passato.
Non sottovalutabile è il fatto che la cucina messicana è stata dichiarata patrimonio dell'Umanità dell'unesco ormai già dal 2010. Questo proprio perché l'arte culinaria del Messico è l'esempio nonché il frutto dell'incontro di più tradizioni anche in ragione della posizione geografica che occupa, confinante a nord con Arizona, New Mexico e Texas. Non a caso agli inizi dell'Ottocento ha preso piede la cosiddetta cucina Tex-Mex dal nome della ferrovia che unisce i differenti stati ossia la Texas-Mexican Railway. La cucina tex mex combina i piatti e gli alimenti tipici del Messico con quelli dell'area del Texas e in generale dell'America. Tanto per fornire un esempio la commistione riguarda l'uso e l'introduzione delle carne bovina, bistecche, uova e formaggio.

La conquista degli spagnoli
Una piccola parentesi storica merita di essere aperta a riguardo dell'arrivo degli spagnoli in Messico. La conquista degli spagnoli dell'impero Atzeco risale al 1521 e più precisamente a dicembre di quell'anno quando i conquistadores riuscirono a prendere la capitale, México-Tenochtitlan grazie anche alla ribellione delle popolazioni sottomesse dagli Atzechi che videro negli spagnoli la possibilità di affrancarsi dalla schiavitù. Una volta conquistata la capitale gli spagnoli si estesero nel resto del Messico coinvolgendo anche gran parte dell'America Centro Meridionale.
La conquista territoriale avvenne di pari passo con una conquista di carattere sociale e culturale. Una delle prime operazioni effettuate dai conquistadores, difatti, riguardò l'imposizione del Cattolicesimo. Le antiche divinità venerate dalle popolazioni autoctone furono associate al demonio. La diffusione del Cristianesimo fu tanto profonda che l'apparizione di una presenza mistica nei pressi del lago dell'antica Tenochtitlán ad un indo dal nome Juan Diego fu associata alla Madonna. Da quel momento in poi nacque il culto cristiano della Nostra Signora di Guadalupe, divenuta poi la patrona del Messico e dell'America Latina.

La dominazione spagnola durò circa trecento anni, un dato che permette di comprendere quanto oltre all'aspetto territoriale (con il relativo sfruttamento delle risorse presenti sul territorio messicano quali oro, argento e minerali preziosi) l'influenza riguardò e si estese anche all'aspetto culturale, religioso e sociale. La commistione fu inevitabile. In questo modo, risulta anche più facile comprendere come le tradizioni culinarie spagnole siano penetrate all'interno di quelle messicane per dare vita ad una cultura che risulta traduzione di un incontro e di una convivenza durata secoli. I burritos,così sono figli e testimonianza di questo secolare processo storico.
Ecco che allora, gustando un buon burrito passeggiando per strada o in qualche locale di cucina messicana, non potrete non concedervi una piccola digressione storica.

Burritos: dove trovarli e mangiarli?
Nel Lazio uno dei locali dove gustare le tipiche pietanze della cultura messicana o anche detta tex mex è il Crazy Bull di Bracciano. Situato all'interno di un crocevia di vari paesi (Trevignano Romano, Anguillara, Cerveteri, Viterbo e Roma Nord) vanta un'esperienza ormai più che decennale. È difatti attivo dal 1996.
Il Crazy Bull di Bracciano, con cucina aperta fino alle due di notte, offre ai suoi clienti un ambiente in perfetto stile messicano, stile che si manifesta sia nell'estetica che nella cucina. Oltre a piatti della cucina messicana e americana, preparati con ingredienti di estrema qualità, il Crazy Bull mette a disposizione un fornito America Bar. I mexologi di cui vanta il locale sono esperti in grado si realizzare bevande artigianali di altissima qualità preparati con prodotti naturali aventi proprietà benefiche e salutari.
Dunque il Crazy Bull offre ai propri clienti la possibilità di gustare degli ottimi burritos a qualsiasi ora: come spuntino pomeridiano, antipasto per una gustosa cena o anche come piatto principale del vostro pasto serale. La qualità così come la possibilità di far trionfare all'interno della propria bocca un autentico sapore messicano costituiscono una garanzia. Non potrete, difatti, rimanere delusi dalla genuinità dei prodotti utilizzati dai cuochi e dall'autenticità del gusto messicano che pervaderà il vostro palato.
Gusto, qualità e genuinità sono tre ingredienti fondamentali all'interno del Crazy Bull di Bracciano. I migliori burritos li troverete sicuramente lì.
Non vi resta allora che prenotare il vostro tavolo e soddisfare in questo modo quel languorino che porta il sapore del Messico.

04/06/2018
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