Dalle bionde americane alle ambrate belghe: un mondo di birre tutto da scoprire

La preferita dagli Egizi 

Bionderossescure e ambrate. No, non stiamo parlando di belle donne, ma di una bevanda che ha accompagnato l'uomo, di millennio in millennio.
Sua maestà la birra.
La sua storia inizia con gli albori delle civiltà più prosperose.
Nel mondo antico era assai apprezzata per le sue proprietà dissetanti, diuretiche e soporifere. Proprio per quest'ultima caratteristica nell'Egitto dinastico si beveva ai funerali in ricordo delle virtù del defunto e per assicurargli un riposo tranquillo. Gli egizi attribuivano la scoperta del vino d'orzo a Osiride. 
In Mesopotamia la birra vantava altrettanta importanza, oltre che un significato religioso. Esistono infatti testimonianze che dimostrano che parte della retribuzione dei lavoratori veniva corrisposta in birra. Il Codice di Hammurabi (1728-1686 a.C.) condannava a morte chi non rispettava i criteri di fabbricazione indicati, come ad esempio chi annacquava la birra.
Roma la birra, chiamata cervisia in onore della dea Cerere, non era una bevanda frequente; nll'83 d.C. furono portati a Roma dal Governatore della Britannia, Gneo Giulio Agricola, tre maestri birrai che aprirono una birreria.
Caio Plinio Secondo, nel libro XXXVII della Naturalis Historia, dopo una descrizione quasi scientifica della birra, racconta che a Roma la birra era particolarmente impiegata nel mondo femminile per nutrire e detergere la pelle, mentre nelle Province dell'Impero era largamente apprezzata. 
La birra, infatti, si diffuse con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente diventando il simbolo della cultura barbarica, insieme a carne e latte. 
Nel Medioevo la birra conosce un periodo di splendore, i birrai dei paesi del nord si associano in corporazioni di mestiere mentre nel Nord d'Italia è prevalentemente prodotta dai monaci.


Dal ‘500 ad oggi, l'ascesa della birra 

Nel Cinquecento i produttori di birra cominciano a controllare con successo la fermentazione dell'orzo, apportando notevoli migliorie in termini di qualità e di quantità del prodotto. In questo secolo diviene la bevanda della Riforma, amata per la sua bontà e per essere il prodotto del lavoro umano. Diviene merce di scambio, fonte di benessere e di prosperità dei paesi protestanti.
Nella guerra dei Trent'anni la birra giocò un ruolo economico fondamentale, i proventi del suo commercio, detenuto dalla nobiltà cattolica produttrice, servirono a reclutare soldati mercenari.
Il Seicento è il secolo nel quale la birra diviene bevanda nazionale negli Stati principali produttori: Germania, Inghilterra, Danimarca e Olanda.
Alcune invenzioni tecnologiche di fine Ottocento quali la macchina a vapore e quella per il ghiaccio diedero un forte impulso al settore della produzione della birra.
Verso la metà del 1900 furono eseguiti studi specifici sul lievito e il loro risultato fu la produzione della birra a bassa fermentazione, che oggi è di gran lunga la più praticata nel mondo. 
Oggi la birra, dopo fasi alterne, è oggetto di nuova curiosità. Il consumatore si dimostra più attento al gusto e desidera sapere ciò che sta bevendo. Per questo motivo il mercato è sempre più ricco di birre di altissima qualità e di birrerie in cui sorseggiare questa bevanda diventa una filosofia. 


Una bevanda "artistica"


Anche nell'arte fa capolino la birra.
Se avete avuto l'occasione di visitate RijKsmuseum di Amsterdam avrà sicuramente colpito l'opera Agostina Segatori al Café le Tambourin di Vincent Van Gogh. Sul tavolino in cui è accomodata Agostina spicca un boccale di birra. Il dettaglio non è casuale, infatti la birra – bevanda tipicamente maschile – rappresenta la personalità della protagonista.
Ex modella di Degas e, successivamente, padrona dello stesso locale a Montmartre in cui Van Gogh la ritrae, Agostina era una donna emancipata, fuori dai canoni borghesi e dal comune senso morale di fine Ottocento.
Non c'è da stupirsi. La birra compare spesso come bevanda nazionale nelle scene e nelle nature morte olandesi del XVII e XVIII secolo ed è rappresentata anche dai pittori impressionisti.
Se l'arte si interessa, al pari del vino, a questa bevanda significa che in ogni suo sorso si può gustare un concertato di cultura e di magia tutto da scoprire. 

A tutta birra Crazy Bull Café di Bracciano 

Vi abbiamo fatto venire sete? 
Se cercate un locale in cui si possa trovare una scelta di birra degna di nota dovete fare una puntata al Crazy Bull Caffè di Bracciano, che dal 1996 offre la sua esperienza nel settore enogastronomico.
Al ristorante Tex Max potrete scegliere tra una ricca selezione di birre: da quelle alla spina (chiare, rosse e doppio malto per entrambe le opzioni) e in bottiglia.
Le special bottled beers sono prodotti di nicchia, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, che assaggiarle non può lasciare indifferenti.
Potete scegliere tra le birre della Louisiana Abita: la Jockamo Ipa, famosa per il suo sapore deciso, grazie all'alta fermentazione con caramello e malto; la Restoration Pale Ale, adatta a chi ama le gold in cui spicca il luppolo e il sentore di agrumi; l'Andygator con il suo finale secco delicatamente fruttato.
Per chi ama le nordiche non filtrate, sono imperdibili le tedesche Ayinger: la Bräu-Weisse, una birra torbida, frizzante e rinfrescante, che stupisce con il suo retrogusto di banana; Celebrator, prodotta secondo l'antica legge di purezza bavarese; l'Jahrhundert-Bier, dal sapore aromatico con una corposità che poi si trasforma in amarezza equilibrata; la Kellerbier, una birra da cantina, non filtrata e dal corpo rotondo; la Weizenbock, è una birra stagionale unica nel suo genere, prodotta con 4 malti differenti separando dei mosti. 
Il Café Crezy Bull vi stupirà con le belga Corsendonk, con una gradazione alcolica 7-8% : l'Agnus, riconoscibile per le sue note piccanti; la Pater, maltata e con accenni di cioccolato come il suo colore; la Rousse, dai profumi dolci e maltati con note speziate. 
Non mancano le Californiane Speakeasy, nate come birre da contrabbando: la Metropolis Lager, che incanta con il suo color oro e gli aromi di frutta tropicale; la Scarlett Red Rye Ale, una rossa ambrata con il sapore tostato di segale; la Prohibition Ale, agrumi, pino, spezie e malti caramellati canditi che stuzzicano il palato; la Big Daddy Ipa, dorata ed estremamente aromatica. 
Bere una birra al ristorante Tex Mex di Bracciano significa fare un giro intorno al mondo in meno di 90 sorsi.


Il primo sorso al Crazy Bull Café non si scorda mai

"Chi beve birra campa cent'anni". Non pretendiamo che ve lo ricordiate, ma questo slogan nasce proprio in Italia nel 1929.
La birra, per sua natura, sembra possedere una valenza socioculturale. Rappresenta in qualche modo il passaggio dall'infanzia alla giovinezza: quando puoi bere una birra sei già "grande", ma non "vecchio" da preferire il vino. 
Lo staff del Crazy Bull Café vi accompagnerà nella scelta della birra, illustrandovi le proprietà di ciascuna e proponendovi gli abbinamenti più sfiziosi con il cibo.
Tra la proposta other beers, gli intenditori troveranno birre per i loro palati: la Slalom Strong, una scozzese ad alta gradazione e dall'aroma pregiato; le Malheur 12 e Malheur 10, bouquet fiorito e molto alcolico perciò adatto al pasto; la Duvel, una belga chiara opalescente e very strong; la Biere Du Boucanier Dark Ale, che grazie al malto tostato ha un sapore energetico; la Biere Du Boucanier Golden Ale, vigorosa e rotonda; la Sol, che racconta il Messico con il suo gusto vellutato; la Omission Pale Ale, con i sui sentori di caramello e toffee che conquistano in modo sfrontato; la Omission Pale Ale, prodotta in Oregon, dal sapore pulito di cereali.
Al Crazy Bull Café quando ordinate una birra e bevete il primo sorso siete coinvolti in un vero e proprio miracolo di alchimia che nasce nella natura, passa per il birrificio e si corona nella vostra bocca.
La prima sorsata comincia sulle vostre labbra dove, l'oro spumeggiante si appoggia come la schiuma del mare sulla battigia; poi, lentamente, giunge al palato dove racconta una storia in cui l'amarezza è una virtù, una beatitudine nel paradiso dei senssoli. Un sospiro, uno schiocco di lingua e affiorano i ricordi di altri primi sorsi. Appoggiate il bicchiere, facendolo scivolare sul sottobichiere assorbente che qualcuno di voi sicuramente colleziona.
Nel primo sorso c'è un alto contenuto di magia, c'è tutta la saggezza del maestro birraio, la tradizione di un paese e la sacralità di un rito. Dentro quel primo sorso di birra c'è anche un po' di voi, del vostro modo di essere. 
Il Crazy Bull Café di Bracciano vi aspetta per non farvi dimenticare mai più il primo sorso di birra, come fosse sempre la prima volta.

02/10/2017
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